• Andrea Marinelli

Marzo

Salve e buon inizio di Marzo da Andrea. Devo dire che sono davvero contento di ritornare a scrivere nel nostro blog, completamente rinnovato, in una veste grafica più fresca, consona con la nuova stagione che questo mese ci porta, la primavera. Se non l'avete ancora fatto, siamo davvero agli sgoccioli, per così dire, con la potatura, essa è la preoccupazione maggiore dei frutticoltori. Non è assolutamente essenziale potare ma se non lo farete, i frutti saranno piccoli e poco colorati. La potatura si fa diradando i rami e permette la circolazione di luce e diaria intorno alla pianta, aiutando i frutti a maturare bene e a raggiungere la giusta colorazione. Riducendo il numero dei rami si diminuirà anche la quantità di frutta della pianta: in questo modo i frutti rimasti assorbiranno più sostanze nutritive dal terreno e saranno più grandi e di qualità migliore. A meno che non badiate in modo ossessivo all'estetica della pianta, basterà che diradiate soltanto la crescita congestionata eliminando tutti i getti morti, malati o danneggiati. Un buon paio di forbici da potatura è l'attrezzo più importante per il frutticoltore. Trovo utile averne due paia: un paio per la potatura generale di pulizia e un altro, di migliore qualità, con una lama ben affilata, per il lavoro di rifinitura. Ci sono due tipi base di forbici da potatura: quella più sofisticata e più costosa è la cesoia a pappagallo, con due lame affilate che funzionano come una forbice. Assicurano il taglio migliore e le lame si possono, di solito, rimuovere per affilarle. L'altro tipo è noto come cesoie a incudine: hanno una sola lama affilata che preme contro una parte appiattita dell'altra lama. Sono eccellenti quando sono nuove, ma quando la lama non è più affilata può danneggiare i rami. Alcune cesoie a incudine hanno un sistema di arresto che facilita il taglio dei rami più duri, ed è ideale se avete i polsi deboli o soffrite di artrite.

4 visualizzazioni

Segui GiardinoWebBlog sui social

  • Instagram
  • Youtube