• Andrea Marinelli

Il Castagno

Oggi vorrei parlarvi della castagna di grande attualità nel mese di ottobre.



La "Castanea Sativa" è una pianta tipica della flora italiana, oltre modo longeva; sono noti alcuni famosi esemplari come il castagno di Sancerre e il castagno detto "Dei cento cavalli" all'isola d'Elba, la cui immensa chioma poteva ombreggiare cento persone a cavallo radunate attorno al suo tronco. L'aria del castagno si estende nelle regioni del bacino mediterraneo. In Italia attualmente gli alberi di castagno sono distribuiti lungo l'arco alpino e sulle dorsali appenniniche. In Germania e in Inghilterra si trovano castagni molto belli che tuttavia, a causa della situazione climatica non favorevole di quelle regioni, danno frutti scarsi o addirittura non è danno. L'altitudine media cui il castagno vive nell'Italia centro settentrionale oscilla tra i 30o e 800 m, mentre sull'Etna arriva fino a 1400 - 1500 m, e sulla sierra Nevada addirittura fino a 1600 m. I castagni prosperano nei terreni non calcarei; inoltre il castagno è una pianta che assorbe grandi quantità di potassio, elemento che quindi è opportuno reintegrare nel terreno per ottenere frutti migliori.



Per quanto riguarda il frutto, le varietà coltivate si distinguono in due gruppi: nel primo sono comprese le varietà di Castanea Sativa che producono frutti piccoli o medi. E, nell'altro gruppo sono invece comprese le varietà migliori, che producono i cosiddetti marroni, frutti tondi con polpa zuccherina e consistente. I marroni si prestano ad essere bolliti in una soluzione di acqua e zucchero e quindi ad essere conservati per qualche tempo. L'industria di questi dolci è particolarmente diffusa nel nostro paese, tanto al Nord che al Sud, ed ha origini antichissime: fin dal 1300 i pasticcieri fiorentini glassavano i marroni più belli ai quali veniva riservato un posto d'onore al termine dei grandi banchetti.


Andrea Marinelli

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